Menu
 
0
0
0
s2smodern
Domenica 10 maggio 2020
Supino - San Cataldo
San Cataldo 2020
Care sorelle e cari fratelli,

siamo insieme nel giorno di domenica, il giorno in cui il Signore ci raduna come suo popolo, sua comunità, attorno al pane della sua parola e dell’Eucaristia, giorno in cui ritroviamo l’unità che a volte manca nella vita di ogni giorno. Questa unità, cari amici, si realizza nonostante la distanza a cui in questi giorni siamo tenuti. Per questo vi saluto tutti mentre siete nelle vostre case con amicizia e affetto, consapevole di essere insieme attorno alla mensa che il Signore ha preparato per noi con amore, quella tavola che ci rende tutti sorelle e fratelli. Oggi siamo qui a Supino nella Chiesa che conserva la memoria di San Cataldo vescovo, patrono di questa città. San Cataldo, racconta al tradizione fu monaco, pellegrino e vescovo. Giunto a Taranto dalla Terra Santa, la tradizione racconta che dimorò in quel territorio annunciando il Vangelo e al servizio dei poveri e di coloro che erano stati colpiti dalla peste.

Oggi sentiamo particolarmente vicino a noi la sua testimonianza in questo tempo in cui siamo invasi da una pandemia che mette a rischio la vita di tanti e provoca morte, povertà, paura, e ci impedisce l’incontro fraterno, e quei gesti che fanno la nostra vita. Oggi non porteremo San Cataldo per le strade, ma è come se passasse in mezzo a noi e con il suo sguardo volesse indicare a tutti noi il Signore, lo sguardo di Gesù, lo sguardo della bontà, della misericordia, di un amore che vince la distanza e la paura, che rende vicini anche a coloro a cui non ci saremmo avvicinati. Cari fratelli, vorrei che oggi il nostro patrono compisse il miracolo di far nascere in ognuno di noi quella bontà e quell’amore che sconfiggono il male e rendono fratelli e sorelle di un unico grande popolo, sena divisioni, senza nemici, senza estranei, senza rivali. Se noi lo accogliessimo così nel nostro cuore, sarebbe davvero una rivoluzione per noi e per il mondo, perché i veri cambiamenti non vengono dagli altri, non vengono come vorremmo a volte noi; i veri cambiamenti cominciano dal tuo cuore e dai tuoi pensieri e sentimenti, che diventano gesti e scelte di vita. Se oggi san Cataldo non compie questo miracolo nel nostro cuore, cari amici, che senso avrebbe celebrare la sua festa? Ognuno se lo chieda per sé e non continui a pensare che sono gli altri che devono cambiare!

Il Vangelo che abbiamo ascoltato ci aiuta a compiere questa scelta, a dare una svolta alla nostra vita cristiana. Sì, perché oggi, proprio a partire dalla sofferenza di questo tempo, siamo chiamati a cambiare il nostro modo di pensare e di vivere. E non basta dire, come si usa, che “tutto andrà bene”. Tutto andrà bene se tu ti impegni a farlo andar bene, cominciando a cambiare te stesso. Gesù inizia il suo dialogo con i discepoli con parole che ci incoraggiano: “Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me!” Sì, non siate turbati, non abbiate paura! Il Signore non ci ha abbandonato nel mare in tempesta di questo tempo. Egli si avvicina a noi per indicarci la via della vita, quella eterna, ma anche quella di ogni giorno, perché solo lui è “la via, la verità e la vita”, lui che è il volto misericordioso e luminoso di un Padre che si china sui dolori del mondo, che si addossa le nostre sofferenze, che libera dalla paura e ci mostra come essere felici. Non è necessario essere sicuri di tutto. A volte siamo infatti incerti, scopriamo la fragilità della nostra umanità, l’incertezza del futuro. Ma possiamo parlarne con il Signore, possiamo dialogare con lui, come fecero Tommaso e Filippo. Entriamo in dialogo con il Signore nella preghiera, nella meditazione della parola di Dio, nella partecipazione alla celebrazione eucaristica della domenica, che presto riprenderemo a fare insieme, ma anche nella solidarietà verso chi ha bisogno.

Nel Signore troveremo forza, speranza, pace. Se lo accogliamo con fiducia, nonostante la nostra fragilità, compiremo grandi opere, come egli ci ha promesso: “Chi crede in me, anche compirà le opere che io compio e ne compirà di più grandi di queste, perché io vado al Padre”. Sì, cari fratelli, la fede, nutrita dalla preghiera, ci farà compiere opere grandi, perché “nulla è impossibile a chi ha fede”. Se non avvenisse nulla di nuovo nella nostra vita e in quella delle nostre comunità, dovremmo chiederci come accrescere la nostra fede, come nutrirla della presenza di Dio e come viverla nella solidarietà verso chi ha bisogno. Affidiamoci al Signore, come fece san Cataldo, e impariamo da lui ad essere “pastori”, donne e uomini al servizio degli altri, umili e pieni di amore. Affidiamo al Signore per sua intercessione i malati, gli anziani, i bisognosi e i poveri, coloro che in molti modi li aiutano e li sostengono nelle difficoltà. Ci protegga san Cataldo dal male che ci affligge e interceda presso il Dio Altissimo perché cessi questa pandemia che tanto male sta provocando al mondo intero. La Vergine Maria, in questo mese a lei dedicato, ci accompagni con la sua protezione e interceda per noi presso il Figlio suo. Amen!  

+ Ambrogio Vescovo