Natale 2021Cari fratelli e sorelle,

“oggi nella città di Davide, è nato per noi un Salvatore, che è Cristo Signore”. Ecco l’annuncio di gioia di questo Natale: Gesù torna in mezzo a noi, viene a visitarci nel tempo del distanziamento, della sofferenza, del dolore. Lui vuole accorciare le distanze tra Dio e noi, tra la grandezza di Dio e la nostra piccolezza e fragilità. Per questo si fa piccolo, nasce fuori dalle case degli uomini, per condividere la condizione dei poveri, dei rifiutati della storia, dei senza casa e senza amore. Ma condivide anche la nostra umanità ferita e impaurita. È la luce di Dio nel buio della notte, degli egoismi, delle solitudini, della tristezza. Lo canta il profeta Isaia: “Il popolo che camminava nelle tenebre ha visto una grande luce, su coloro che abitavano nelle tenebre una luce rifulse. Hai moltiplicato la gioia, hai aumentato la letizia”. 

   Noi siamo quel popolo, cari amici, con le nostre paure e tristezze, con i nostri egoismi e le nostre insoddisfazioni, con la nostra fragilità e incertezza. Guarda la luce! Non startene rannicchiato nella tua paura e nelle tue chiusure. È la luce di Dio, che in Gesù vuole mostrarti il suo volto pieno di amore, pronto a curare le tue ferite e quelle del mondo, pronto a chinarsi su di te e a prendersi cura della tua vita. Per questo è venuto nel mondo, è venuto in mezzo a noi, si è fatto uno di noi, condividendo la nostra condizione umana. Si fa piccolo con i piccoli, povero con i poveri, profugo con i profughi, abbandonato con gli abbandonati, tutto a tutti. Non possiamo accettare le tenebre, che ci fanno chiudere in noi stessi, vivere nella paura di amare, di vivere con gli altri come fratelli e sorelle, di condividere la nostra vita, le nostre fatiche e gioie, nonostante questo tempo ci ponga tanti impedimenti. 

   La luce viene nel mondo, non solo per noi, e illumina il mondo anche per noi, che facciamo fatica ad allargare lo sguardo oltre noi stessi e ciò che vediamo ogni giorno. Il Vangelo di Luca colloca la nascita di Gesù all’interno del grande Impero Romano. Nomina l’imperatore Cesare Augusto, e poi il governatore della provincia di Siria, che comprendeva anche la Palestina. Chi si sarebbe accorto di quel bambino nato a Betlemme da una povera donna di Nazareth, che non aveva trovato posto da nessuna parte? Ci fu un angelo, poi anche una stella che con la parola e la luce condussero uomini diversi, i pastori e i Magi d’oriente, fino a Betlemme per incontrare Gesù. Oggi quella parola si rivolge a noi: “Non temete: ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia”. Sì, questo bambino è gioia per chi lo incontra, ed è segno, segno di un mondo nuovo che inizia anche per te che sei qui. Alzati, non avere paura, abbandona le tue abitudini, la tua pigrizia, il tuo orgoglio, fatti umile e vai a Betlemme dove troverai quel segno che ti farà rialzare da te stesso e ti darà la possibilità di un nuovo inizio, vero, di una nuova vita, rinnovata dal suo amore. Non devi avere paura! Non ti vuole imporre dei pesi. Vuole anzitutto che tu cominci a prenderti cura di lui. Ma come? Nel Vangelo proprio quel bambino ti darà una via sicura dove lo potrai incontrare e prendertene cura: “Ogni volta che avete fatto una sola cosa a uno di questi miei fratelli più piccoli (all’affamato, all’assetato, allo straniero, a chi è nudo, al malato, al carcerato) l‘avete fatta a me”. Gesù infatti è il piccolo tra i piccoli. 

   Allora comprendiamo il canto degli angeli, “una moltitudine dell’esercito celeste”. Sì, ci vuole un esercito. A Betlemme, attorno al presepe, si raccoglie un esercito, ma non per distruggere e umiliare, bensì per il bene e perché vinca l’amore di quel piccolo. Per questo gli angeli cantano: “Gloria a Dio nel più alto dei cieli e sulla terra pace agli uomini, che egli ama”. Gloria e pace, e infine amore. La gloria di Dio, cari fratelli e sorelle, si realizza nella pace sulla terra. Non lo glorificheremo con ori e argenti, ma con l’impegno a vivere in pace e a costruire la pace sulla terra, perché Egli ci ama. Noi oggi possiamo unirci a quella moltitudine per dare inizio alla nostra unica vera battaglia, quella per la pace e l’amore. Ti potrebbe sembrare poco. Guarda il mondo: quante guerre, quanta violenza, quanta povertà, quante sofferenze. Non restare rannicchiato nel tuo piccolo mondo. Vieni a Betlemme con questo popolo, con i pastori e i Magi, con Maria e Giuseppe, e tu stesso troverai la pace e la potrai diffondere con generosità e impegno. Troverai gioia e imparerai ad amare e a dare speranza, come Gesù ama te e noi tutti. Sii allora in questo tempo le braccia e il sorriso di Gesù perché tutti attraverso di te possano vedere la luce di Dio nella loro vita. 

+ Ambrogio vescovo