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IMG 20200315 WA0001III domenica di Quaresima

15 marzo 2020

Cattedrale
Il video è disponibile cliccando qui



Care sorelle e cari fratelli,

mi rivolgo a tutti voi che vi unite in video alla Messa che celebro senza popolo nella nostra Cattedrale dedicata a Maria Assunta in Cielo. La presenza di Maria si fa protezione per tutti noi, che seppur separati fisicamente ci sentiamo uniti da questo luogo che rappresenta l’unità della nostra diocesi attorno a Gesù. Per questo ho voluto celebrare qui per tutti voi, che con me vi rivolgete al Signore nel giorno di domenica. Forse in questo tempo, in cui non possiamo trovarci con le nostre comunità per celebrare l’Eucaristia, riscopriamo il valore e la bellezza di questo giorno, giorno in cui il Signore raduna il suo popolo perché possa essere felice insieme, superando le distanze, le inimicizie, le divisioni della vita quotidiana. A volte forse abbiamo poco apprezzato questo giorno, abbiamo compreso a fatica il valore della Messa della Domenica. Oggi ne sentiamo la mancanza! 

   Gesù passava in mezzo alla gente del suo tempo, percorreva i paesi, le città, i territori. Amava incontrare gli altri, fermarsi, ascoltare, aiutare, soprattutto i malati, i poveri, gli ultimi. Era la sua vita. Il vangelo ci racconta dell’incontro con una donna della Samaria. Giunse al pozzo di Giacobbe e, stanco, si fermò e chiese a una donna arrivata in quel momento ad attingere acqua: “Dammi da bere”. Gesù chiede da bere a una sconosciuta di un popolo ostile ai Giudei. La donna infatti si meraviglia di quella richiesta. Gesù non nasconde il suo bisogno. Accetta di parlare con lei e mostra di avere anche lui un’acqua del tutto particolare, che disseta per sempre, tanto che la donna finisce per chiederla, pur senza capirne il senso: “Dammi di quest’acqua perché io non abbia più sete”. Cari amici, Gesù si ferma con noi, come con quella donna, chiede aiuto a noi, ma insieme vuole farci scoprire un dono prezioso: un’acqua di vita eterna. È l’acqua della Parola di Dio, che ci viene donata quando la ascoltiamo la domenica, quando la leggiamo nella Bibbia, come dice il libro di Isaia: “O voi tutti assetati, venite all’acqua” (55,1). Siamo qui, Signore, perché vogliamo ascoltarti. Tu parli con noi e noi parliamo con te, come un uomo parla con il suo amico, come disse Mosè quando entrò nella tenda del convegno, dell’incontro con il Signore (Esodo 33,11). Forse a volte non ti capiamo, come non ti capirono i discepoli, i tuoi amici, quando arrivarono e si stupirono che parlavi con una donna, cosa non certo comune in quel tempo.

   Quella parola creò un dialogo tra amici e la donna svelò i segreti e la fatica della sua esistenza. La Parola di Dio svela chi siamo, riesce a farci riconoscere il nostro bisogno e anche i nostri limiti e i nostri dolori. Entra anche nella vita di fede di quella donna, accettando di dialogare con lei. Non dobbiamo avere paura di porre domande al Signore. Gesù vuole ascoltarci, ma anche noi dobbiamo accettare di rispondere con sincerità senza nasconderci, senza sottrarci alle sue risposte. Oggi è il tempo di riscoprire la bellezza di questo dialogo. Proprio la domenica è il giorno di questo dialogo di amicizia, in cui il Signore vuole aiutarci, vuole rispondere alle nostre domande, al nostro bisogno. Non cerca gente sicura di sé, senza dubbi, incertezze, delusioni, domande. E chi di noi non ha bisogno di lui soprattutto in questo tempo di paura, di isolamento, di solitudine, in cui tanti sono colpiti da un’epidemia che sembra inarrestabile?  Quella donna capì che Gesù poteva aiutarla, poteva donarle una parola di speranza per la sua vita e il suo futuro, un tocco di amore in un’esistenza senza amore. E si fidò, ebbe fiducia, aveva trovato qualcuno che “le aveva detto quello che aveva fatto”, mostrando di conoscerla più di se stessa.  Questo, cari amici, è il miracolo dell’amore di Dio per noi. Gesù ci conosce, sa le nostre fragilità e il nostro bisogno di amore. Per questo perde tempo con quella donna e con noi, come nel giorno di domenica quando si ferma con noi, ci parla, ci ascolta, sfama la nostra fame di un cibo che non perisce.

   E allora oggi il Signore ci dice: “”Alzate i vostri occhi e guardate i campi che già biondeggiano per la mietitura. Chi miete riceve il salario e raccoglie frutto per la vita eterna, perché chi semina gioisca insieme a chi miete”. Non abbiate paura, non siate senza speranza, non disperate. Alzate gli occhi. Guardate oltre voi stessi, non per dimenticare il male e la sofferenza di tanti, ma per dire che il Signore è con noi. Lui ha seminato il seme della sua Parola, un seme di bene e di speranza. Continuiamo a seminarlo anche noi, perché noi o altri possano raccogliere il frutto. Le donne e gli uomini hanno bisogno di questo seme prezioso, che diffonde bontà, amicizia, amore, speranza. Hanno bisogno di qualcuno che con pazienza e tempo si fermi accanto per ascoltare le fatiche, i dolori, le paure, le attese, e possa aiutare a trovare insieme una risposta di vita che non finisce. In questi giorni, anche se distanti fisicamente, rimaniamo uniti nell’amore che Dio ci dona. La Vergine Santa, che qui veneriamo, ci protegga e ci libera dal male che ci affligge. Interceda per noi preso il Signore assieme ai Santi Patroni della nostra Diocesi, di questa città e di tutti i nostri paesi e città. Amen!


+ Ambrogio Vescovo



IL SALUTO

Al termine di questa Santa Celebrazione vorrei salutare tutti voi, che vi siete uniti alla mensa del Pane e della Parola di Dio in questa domenica di Quaresima. Siamo davvero un po’ nel deserto, in un grande bisogno, come il popolo di Israele di cui abbiamo ascoltato nel libro dell’Esodo, ma il Signore non ci abbandona, ma ci vuole donare il suo amore. Mi sento in profonda comunione con i sacerdoti, le consacrate e i consacrati, e con tutto il popolo di Dio, le donne e gli uomini di questa nostra bella terra. Vorrei salutare i malati, in particolare quelli colpiti dal coronavirus, poi gli anziani, quelli in istituto o a casa da soli, i bambini, i ragazzi e i giovani del catechismo e tutti gli altri con le loro famiglie, coloro che in modi diversi animano la vita delle nostre comunità, chi in questi giorni difficili fa di tutto per essere solidale con i più bisognosi di aiuto e vicinanza, come gli anziani, i senza fissa dimora, le famiglie e le persone in difficoltà, coloro che sono impegnati con professionalità e generosità negli ospedali per curare gli ammalati, e infine gli amministratori dei nostri comuni e tutti coloro che sono in modi diversi al servizio della nostra terra. Grazie per il vostro generoso servizio a noi tutti. Il Signore vi benedica e ve ne renda merito!


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