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Domenica della Parola fronte


A partire dal 2020, la III Domenica del Tempo Ordinario sarà «dedicata alla celebrazione, riflessione e divulgazione della Parola di Dio. Questa Domenica della Parola di Dio verrà così a collocarsi in un momento opportuno di quel periodo dell’anno, quando siamo invitati a rafforzare i legami con gli ebrei e a pregare per l’unità dei cristiani. Non si tratta di una mera coincidenza temporale: celebrare la Domenica della Parola di Dio esprime una valenza ecumenica, perché la Sacra Scrittura indica a quanti si pongono in ascolto il cammino da perseguire per giungere a un’unità autentica e solida». Come si legge in "Aperuit Illis", Lettera Apostolica in forma di "Motu Proprio" che il Santo Padre ha diffuso il 30 settembre 2019, Memoria liturgica di San Girolamo nell’inizio del 1600° anniversario della morte.

Di seguito, il testo dell'omelia del Vescovo Ambrogio.


24 gennaio 2021

Cari fratelli e sorelle,

celebriamo oggi la Domenica della parola di Dio, voluta da papa Francesco proprio perché la Parola di Dio che noi ascoltiamo e meditiamo possa essere celebrata come la luce della nostra vita e del mondo. Lo facciamo durante la settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, che si conclude domani con la festa della conversione di San Paolo. La Parola di Dio infatti ci unisce in modo profondo a tutti i discepoli di Gesù al di là delle differenze che ancora rallentano il cammino verso la piena unità.

La vita pubblica di Gesù inizia proprio con la proclamazione del Vangelo di Dio. Gesù incontra e parla, comunica con le sue parole il segreto dell’amore di Dio, di quella Parola che aveva accompagnato il popolo di Israele fin dall’inizio e che ora risuonava di nuovo con Gesù, Parola di Dio fatta carne, uno di noi. Lo abbiamo ascoltato nella vicenda di Giona, chiamato dal Signore ad andare a Ninive a proclamare la Parola di Dio. Siamo nel capitolo terzo, ma già all’inizio del libro di Giona Dio si era rivolto al profeta chiedendogli di andare a Ninive a proclamare la sua parola. Ma Giona era fuggito. Non ne voleva sapere di andare a Ninive, che per il popolo di Israele e per lui stesso rappresentava il peggior nemico. Come avrebbero potuto ascoltare quella parola gli abitanti di Ninive? Cari amici, quante volte anche noi fuggiamo davanti a Dio, che ci invita a farci carico della sua Parola, a farne parte essenziale della nostra vita! Giona se ne andò, si nascose, finché finì nel mare in tempesta e nel bisogno si rivolse a Dio per chiedergli aiuto. Sembriamo proprio noi, che ci rivolgiamo al Signore a volte solo nei momenti difficili, nel bisogno e nella necessità. Eppure, Dio lo ascoltò e gli venne in aiuto, come fa con noi. Ma poi di nuovo gli ripetedi andare a Ninive, la grande città, potremmo dire il mondo dei nemici. Giona questa volta andò e cominciò a proclamare la Parola di Dio. Aveva percorso solo un terzo della città quando “i cittadini di Ninive credettero a Dio”. È il miracolo della Parola di Dio, che se ascoltata cambia i cuori, libera dal male e conduce sulla via del bene. Basta ascoltare e chiedersi che cosa deve cambiare nella nostra vita e nel mondo, perché la Parola di Dio possa compiere il miracolo di cambiare tutti, anche i più lontani, gli estranei, persino i nemici, come avvenne a Ninive.

È possibile questo anche per noi? Come fare? Il Vangelo ci aiuta a trovare una risposta. Gesù passa, vede Simone e Andrea, poi Giacomo e Giovanni, mentre sono intenti al loro lavoro quotidiano. Gesù li vede anzitutto, cioè si accorge di loro. Li conosce mentre stanno lavorando. Sono gente normale, come tanti altri pescatori del lago di Galilea. Gesù ci parla e ci incontra nella nostra vita quotidiana, per quello che siamo e facciamo. Non cerca gente speciale. Cerca gente normale, come tutti. Si rivolge a loro: Venite dietro a me, vi farò diventare pescatori di uomini”. È un invito ad andare dietro a lui. Oggi rivolge lo stesso invito a te: mettiti dietro a me. Non stare sempre davanti, non andare dove vuoi tu, non decidere tutto da solo, non pensare che la tua vita non possa cambiare. Stare dietro a lui, cioè seguirlo, ascoltare la sua parola. Questo è possibile per tutti, anche per te. Ma non indugiare, non rimandare, non dire: oggi non ho tempo, ho da fare, ho altre preoccupazioni, altri obiettivi da realizzare. Vai, seguilo, ascoltalo quando ti parla, e così potrai cambiare il cuore, potrai trovare quella felicità che cerchi sempre ma che poco riesci a trovare. Da quel momento, dirà il Vangelo di Giovanni, “rimasero con lui”. Certo, lo sappiamo, continuarono a fare i pescatori, ma seguendo Gesù. La Parola di Gesù divenne luce a guida della loro vita. Così può essere per noi e per tutti. Oggi lo vediamo con maggiore chiarezza in questa domenica della Parola di Dio, e anche noi, come Giona e come i primi discepoli, scegliamo di ascoltarla, per diventare anche noi “pescatori di uomini”, per avvicinare anche altri al segreto e alla ricchezza di questa parola che il Signore ci affida come un dono prezioso perché la viviamo e la comunichiamo con gioia. Se la accogliamo, sarà lui ad aiutarci perché essa porti frutti di amore nella nostra vita.

        +  Ambrogio Vescovo