Corpus Domini 2021

Sabato 5 giugno 2021

Cattedrale



Cari fratelli e sorelle,

Celebriamo oggi la festa del Corpus Domini, in cui facciamo memoria, come in ogni Celebrazione Eucaristica, del dono del corpo e del suo sangue del Signore, cibo di vita eterna. Abbiamo bisogno di significare ancora una volta questa unità, che il Signore vuole costituire con noi chiamandoci ad essere suo popolo, popolo della nuova alleanza, a partire dall’unico pane spezzato e dall’unico calice versato per la nostra salvezza, proprio in questo tempo in cui siamo stati più spesso a distanza.

Sine dominico non possumus”, “senza il giorno del Signore non possiamo vivere”, disse il presbitero Saturnino davanti a coloro che lo accusavano di essere venuto meno all’editto imperiale che proibiva ai cristiani di celebrare l’Eucarestia nel giorno del Signore. Siamo nel 304 durante la persecuzione di Diocleziano, nella quale subì il martirio anche il nostro martire Ambrogio. Per questo Saturnino fu ucciso assieme ad altri 48 cristiani di Abitene in Africa, nell’attuale Tunisia. Cari amici, senza la celebrazione eucaristica della domenica, senza questo pane di vita che ci viene donato, non possiamo vivere. Perciò la Chiesa ha voluto onorare il dono dell’Eucaristia in modo del tutto particolare nella festa del Corpus Domini. Ma quante volte ci dimentichiamo di avere bisogno di questo pane, che ci viene offerto assieme alla Parola di Dio, che ne accompagna il senso e il valore. L’Eucarestia fa la Chiesa, fa la nostra unità attorno a Gesù, nostro Signore e maestro, di cui siamo tutti discepoli, vince le divisioni e la dispersione delle nostre giornate, ci rende fratelli e sorelle di un unico popolo senza confini.

Nella prima lettura abbiamo ascoltato di Mosè, che dopo aver ricevuto la Parola di Dio, il libro dell’alleanza, andò a riferirla al popolo, ed eresse un altare con dodici stele per le dodici tribù d’Israele. Poi con il sangue dei sacrifici sancì l’alleanza con il Signore. E, si legge, che il popolo disse: “Quanto ha detto il Signore, lo eseguiremo e vi presteremo ascolto”. Che cosa dobbiamo fare davanti al Signore che ci dona la sua Parola e il suo corpo e sangue come nutrimento per la nostra vita? È significativo che il testo dica che il popolo si impegnò solennemente ad “eseguire” quella Parola, prima di “ascoltarla”. Come è possibile? Cari fratelli, non sempre capiamo la Parola e l’opera di Dio, ma ciò che conta è dire il nostro sì, non mettersi subito a discutere, tipico modo per non vivere quanto ci viene detto. Poi possiamo ragionare, discutere, approfondire. Ma non possiamo rimandare, rinunciando a vivere secondo quanto il Signore ci chiede. Ecco il segreto della vita delle donne e degli uomini di fede. Ecco il perno che ci permette di vivere come popolo dell’alleanza, e non come tanti io che agiscono solo secondo il proprio modo di pensare e di credere. Questa è la vera libertà dei credenti: vivere secondo la Parola e l’opera di Dio.  

Oggi allora l’Eucaristia torna al centro della nostra vita e delle nostre comunità. L’adorazione che faremo prima della benedizione solenne non è un semplice atto di devozione. È un impegno, è la presa d’atto che senza questo cibo non possiamo vivere. Non passeremo, come siamo abituati, per le vie delle nostre città e dei nostri paesi, ma possiamo immaginarci che il Signore attraverso di noi, il nostro amore, la nostra vita, la scelta di “eseguire” la sua Parola, raggiungerà con la sua presenza amorevole tutti, soprattutto chi soffre per la pandemia che ci affligge, i poveri, gli anziani soli o in istituto, i piccoli e i giovani, gli italiani e gli stranieri. Che questo dono di amore del Corpo di Cristo possa davvero raggiungere tutti per essere sorgente di una nuova umanità e di un nuovo mondo.

 

+ Ambrogio Vescovo


----

Si legga anche l'articolo dedicato Corpus Domini 2021