mons-ambrogio-spreafico-1.jpgMons. Boccaccio, don Salvatore come amava essere chiamato, si è spento venerdì mattina circondato da tanti suoi amici, che con affetto e premura lo hanno accompagnato ininterrottamente durante la malattia.
Ci
ha lasciato appena dopo aver ricevuto la mia benedizione, come a indicare quella comunione profonda che abbiamo vissuto in questi pochi mesi in cui l’ho affiancato nella guida pastorale della nostra diocesi.
Il suo volto, nonostante la malattia e la sofferenza soprattutto degli ultimi giorni, era avvolto da una grande serenità, che veniva a lui da una fede radicata nell’amore per il Signore, a cui si era da sempre affidato, e che è così ben espressa dalle parole del suo motto episcopale: “In manus tuas”.
In un mondo in cui ognuno confida in se stesso e nella forza delle proprie mani, don Salvatore ci affida queste parole come un impegno e un’indicazione preziosa per la nostra vita. Tanti sono venuti in questi giorni a salutarlo. Una preghiera intensa nella cappella dell’episcopio e nelle parrocchie della diocesi lo ha accompagnato, quasi a fare già nostra l’eredità della sua bontà e della sua fede.
Il bene da lui seminato in questi anni, il suo amore per la Chiesa e per i poveri, rimarranno come un invito per tutti noi. Don Salvatore, uomo dal cuore grande, ci aiuti a vivere con un cuore grande per essere testimoni dell’amore di Dio per tutta la nostra vita. Lo  accompagneremo domani pomeriggio nel suo passaggio da questo mondo al Padre nella liturgia funebre che si svolgerà nella nostra cattedrale e che sarà presieduta dal Cardinale Agostino Vallini, Vicario di Sua Santità per la diocesi di Roma.

 

+ S. Ecc. Mons. Ambrogio Spreafico