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Domenica 17 novembre 2019
Chiesa Ss.mo Cuore di Gesù - Frosinone

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Care sorelle e cari fratelli, cari amici,

abbiamo voluto che fossero ordinati diaconi permanenti Angelo, Antonello, Fiorenzo e Giuseppe proprio in questa giornata mondiale dei poveri, voluta da papa Francesco, per sottolineare la dimensione specifica e originaria del Diacono, come si evidenzia dalla lettura degli Atti degli Apostoli.  La comunità cresceva e i poveri aumentavano, come avviene sempre nella vita della Chiesa, perché i cristiani, se sono come Gesù, attirano numerosi poveri, che trovano in loro accoglienza e amorevole sollecitudine. Le vedove erano tra i poveri, perché lo stato di vedovanza equivaleva spesso alla perdita di ogni forma di sostentamento. Spesso anche nel Primo Testamento troviamo testi in cui il Signore invita a prendersi cura delle vedove, degli orfani e degli immigrati, anzi Dio stesso si occupa di loro e ascolta il loro grido di aiuto, come leggiamo ad esempio in Esodo 22,20-22: “Non molesterai l’immigrato né lo opprimerai…. Non maltratterai la vedova e l’orfano. Se tu lo maltratti, quando invocherà da me l’aiuto, io darò ascolto al suo grido, la mia ira si accenderà e vi farò morire di spada…”.

Qual è allora il primo compito del diacono? E’ proprio il servizio ai poveri, che inizia con l’ascolto del loro bisogno e la sollecitudine verso di loro. Lo ha ribadito papa Francesco nell’udienza generale del 25 settembre: “Il diacono nella Chiesa non è un sacerdote in seconda, è un’altra cosa; non è per l’altare, ma per il servizio. E’ il custode del servizio nella Chiesa. Quando a un diacono piace troppo di andare all’altare, sbaglia. Questa non è la sua strada. Questa armonia tra servizio alla Parola e servizio alla carità rappresenta il lievito che fa crescere il corpo ecclesiale”.

Il triplice grado dell’ordine inizia con questa caratteristica che rimane il fondamento degli altri due gradi, il presbiterato e l’episcopato. Lo abbiamo scelto fin dall’ordinazione del primo diacono permanente, Donato, e poi con tutti voi. Lo stretto legame tra servizio ai poveri e servizio all’altare rende visibile la vostra partecipazione a quanto noi riceviamo nella Parola di Dio, di cui siete annunciatori, e nell’Eucaristia, presenza reale di colui che è venuto “per servirci e non per essere servito”, fino a dare la vita per noi. Questa unità deve costituire il vostro essere diacono nella nostra Chiesa e nel mondo.


Oggi abbiamo bisogno di uomini e donne che non vivono per se stessi, non si chiudono per paura nel loro io, ma si aprono al “noi” della Chiesa, del popolo di Dio, che si costruisce nell’inclusione di tutti, a partire dai poveri. Mi chiedo a volte quanto riusciamo a includere nella vita delle nostre comunità i marginali e i soli, a cominciare dagli anziani che a volte non riescono a partecipare alla Santa Messa perché nessuno li accompagna. Ma non dovrebbe essere il compito delle nostre comunità e delle confraternite, che si dovrebbero occupare dei bisognosi invece di limitarsi a preparare le feste dei santi? Nel messaggio per questa giornata speciale papa Francesco dice: “Non è mai possibile eludere il pressante richiamo che la Sacra Scrittura affida ai poveri. Dovunque si volga lo sguardo, la Parola di Dio indica che i poveri sono quanti non hanno il necessario per vivere perché dipendono dagli altri. Sono l’oppresso, l’umile, colui che è prostrato a terra. Eppure, dinanzi a questa innumerevole schiera di indigenti, Gesù non ha avuto timore di identificarsi con ciascuno di essi… Sfuggire da questa identificazione equivale a mistificare il Vangelo e annacquare la rivelazione. Il Dio che Gesù ha voluto rivelare è questo: un Padre generoso, misericordioso, inesauribile nella sua bontà e grazia, che dona speranza soprattutto a quanti sono delusi e privi di futuro”.

   Cari amici, siate testimoni di questo modo di essere cristiani. Siate di esempio, perché la Parola che predicherete vi ricordi sempre che siete annunciatori dell’amore smisurato di Dio in questo mondo dove la paura abitua a calcolare e misurare tutto, facendoci sentire vittime di qualcosa o qualcuno e prendendosela con gli altri, invece di assumerci la responsabilità di vivere come Gesù e di cambiare il mondo a cominciare dal cambiamento di noi stessi. Siate per questo uomini di preghiera, innamorati della Parola di Dio, a cui nutrirvi ogni giorno; siate trascinatori degli altri verso questa sorgente di amore e di compassione, e aiutate gli altri a incontrare e ad aiutare i poveri, porta aperta verso il paradiso.  Il Signore vi sostenga in questo ministero che oggi vi viene affidato. Rendete grazie a Lui anzitutto per avervi chiamati a condividere più profondamente la sua missione. Lo abbiamo ascoltato nel Vangelo di Luca: siete mandati “come agnelli in mezzo ai lupi” per annunciare il Vangelo della pace. La nostra società e il mondo hanno bisogno di pace e di pacificatori. Troppi sono i contrasti, ci stiamo abituando a vivere con rancore, ad accettare l’odio e la violenza delle parole, dette o scritte sui social, come fossero normali, quando normali non sono affatto. Sia la vostra e la nostra missione la pace, perché possiamo vivere insieme nell’amore che il Signore ci dona e con cui sostiene la nostra vita e quella del mondo in cui siamo. Vi accompagni la nostra preghiera perché il vostro ministero sia sempre segno della presenza amorevole di Dio. 

                 Vescovo Ambrogio




Si legga anche l'articolo Ordinazioni Diaconali 17 novembre 2019
E' anche disponibile la Fotogallery Ordinazioni diaconali