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Care sorelle e cari fratelli,

la festa di Santa Maria Salome, come a Ferentino quella di Ambrogio martire, è fonte e segno di unità della nostra diocesi, che riconosce nella loro santità la forza dell’amore di Dio vissuto fin dai primi tempi della vita cristiana. Essi infatti sono patroni non solo di Veroli e Ferentino, ma di tutta la diocesi, cosa che facilmente si dimentica. Maria Salome fu tra le donne che accompagnarono Gesù nella sua via dolorosa fino a essere tra le prime testimoni della sua vittoria sulla morte nella resurrezione. Il martire Ambrogio tu testimone, assieme a molti altri martiri dei primi secoli, della forza di un Vangelo che non rinuncia ad amare neppure davanti alla sofferenza e alla morte. Ambedue, seppur in maniera diversa, ci indicano di nuovo che il cuore della nostra vita cristiana consiste nel seguire Gesù morto e risorto, per poter condividere con lui il dono di una vita con gli altri e per gli altri, libera dalle brame del potere e dalla tentazione della violenza.

Mi viene da pensare, dopo aver ascoltato ancora una volta il brano del Vangelo, quanto Maria Salome avrà faticato a staccarsi da una visione della vita, in cui l’ambizione del potere avrebbe voluto collocare i suoi figli accanto a Gesù come dominatori del mondo. Forse solo sotto la croce avrà capito pienamente la risposta di Gesù, che era venuto per servire e non per essere servito, e aveva ammonito i suoi discepoli chiarendo che il più grande e il primo sono coloro che servono e non coloro che dominano. Quanto sono preziose queste testimonianze in un mondo dove la sete di dominio, unita alla violenza di parole e gesti, sembra essere entrata nel cuore di tanti, a volte tollerata come fosse normale. Ma noi come ci collochiamo rispetto a questo modo di pensare e di vivere? Da che parte stiamo, cari amici. E’ possibile vivere in maniera pacifica e armoniosa, e non con la rabbia e il rancore nel cuore, anche quando la vita diventa difficile e dolorosa? E’ possibile condividere con gli altri pensieri e parole senza prepotenza e senza eliminare nessuno, magari solo con un clic sullo smartphone? Me lo domando con una certa preoccupazione, visto il clima violento in cui ci stiamo infilando, del tutti contro tutti, come se non ci fosse lo spazio del dialogo e della discussione serena, pur nella giusta differenza che ci caratterizza.

Troviamo la risposta concreta a questi interrogativi nella profondità e semplicità della Lettera ai Filippesi, che abbiamo ascoltato. La lettera è piena di parole di affetto verso i cristiani di Filippi, che l’apostolo presenta come modello di obbedienza, non nascondendo tuttavia anche disaccordi e lamentele all’interno della comunità. Del resto, dove non ci sono disaccordi e rivalità? Li esorta perciò: “La vostra affabilità – o amabilità, secondo la nuova traduzione - sia nota e tutti gli uomini”. Sono parole molto belle. L’affabilità, l’amabilità, sono la risposta dei cristiani alla mancanza di cortesia, di rispetto, alla freddezza e durezza nelle relazioni, al continuo giudizio e quindi alla mancanza di interesse per gli altri, soprattutto per i bisognosi e i poveri. Siate perciò affabili nel tratto e nelle parole. Parlate e rispondete con cortesia, senza durezza e senza arroganza o prepotenza. E quando ci sono delle angustie, non è necessario scaricare la propria preoccupazione con rabbia sugli altri. Non risolverete un bel nulla! Paolo dice: “Esponete a Dio le vostre richieste, con preghiere e suppliche e ringraziamenti”. E il Signore ci ascolterà e ci consolerà nelle difficoltà e nelle angustie, di cui è costellata la vita di tutti. Così  “la pace di Dio custodirà i nostri cuori e le nostre menti in Cristo Gesù”. Non saranno cioè la rabbia né il rancore a darci pace!

Infine, l’apostolo conclude con una frase che dovremmo prendere come impegno ogni giorno: “Quello che è vero, quello che è nobile, giusto, quello che è puro, quello che è amabile, quello che è onorato, ciò che è virtù e ciò che merita lode, questo sia oggetto dei vostri pensieri”. Sì, tutto ciò aiuti a purificare e a rendere più umani i nostri pensieri, perché possiamo essere donne e uomini che costruiscono armonia, unità e pace intorno a loro. Ne abbiamo tutti un grande bisogno! Santa Maria Salome, donna, madre e discepola, aiuti tutti noi ad ascoltare Gesù perché possiamo essere segno di amore e diffondere il profumo della pace ovunque, con le nostre parole e il nostro esempio cosicché gli altri, incontrandoci, possano essere attratti al Signore, come lei fu attratta tanto da percorrere le strade del mondo per giungere fino a noi e portarci la gioia del Vangelo.


                                                                                                                                         + Ambrogio Spreafico





Si legga anche l'articolo sui festeggiamenti: Santa Salome 2019
25 giugno 2019 * S. Massimo confessore
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