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arcobaleno 3Qui il video con possibilità di download
https://massmedia.diocesifrosinone.it/video-vescovo/video-vescovo/giornata-mondiale-del-creato-2018-servizio-tg3-ed-omelia-santa-messa.html


Care sorelle e cari fratelli,

vorrei subito rivolgere un caro saluto a tutti coloro che ci seguono per televisione e in particolare a chi è malato in ospedale o a casa, agli anziani ricoverati negli istituti e negli ospizi. Giunga a loro – come a tutti noi qui presenti - la benedizione e la pace del Signore. Nessuno è abbandonato dal Signore, tutti siamo amati da lui.

  

Oggi, prima domenica di settembre, la Chiesa cattolica si unisce ad altre Chiese cristiane per celebrare la giornata per la cura del creato. Lodiamo il Signore che ci ha donato la vita e la terra, di cui nessuno è mai padrone assoluto. Come dice l’apostolo Giacomo, “ogni buon regalo e ogni dono perfetto vengono dall’alto e discendono dal Padre”. Credenti o no che siamo, la vita non viene da noi, ma è per ognuno un dono. E oggi è occasione in questa Santa Messa di ringraziare il Signore per il dono della vita e del creato! Molti di noi in questo periodo estivo, uscendo dalle città e dai ritmi abituali di vita, hanno potuto ammirare la bellezza del creato in tanti suoi aspetti: dal mare alla montagna, dalla campagna alle foreste. Tuttavia sappiamo anche quali problemi e drammi si creano all’ambiente a causa di un uso esagerato e incontrollato delle risorse: si rovina il creato e allo stesso tempo si rendono infelici le persone, soprattutto quelli che soffrono più direttamente le conseguenze della violenza contro il creato. Vorrei citare, in particolare, coloro che soffrono la fame e la sete per le conseguenze della desertificazione della terra, specialmente in Africa. Molti dei migranti che giungono nelle nostre terre scappano proprio dalle conseguenze di questi disastri naturali provocati dall’uomo. Abbiamo negli occhi le tragiche inondazioni che hanno colpito uno stato dell’India, il Kerala, con centinaia di morti e decine di migliaia di sfollati. Avrebbe senso cominciare a preoccuparci seriamente dei milioni di migranti per cause ambientali.

    Nel Vangelo di oggi troviamo la via attraverso cui possiamo trovare risposte umane e buone a questi problemi così rilevanti del nostro tempo. Il Vangelo ci parla di una discussione con Gesù su ciò che contamina l’uomo, che lo allontana da Dio e dagli altri. Il Signore afferma: “Sono le cose che escono dall’uomo a renderlo impuro. … Dal cuore degli uomini escono i propositi di male: impurità, furti, omicidi, adulteri, avidità, malvagità, inganno, dissolutezza, invidia, calunnia, superbia, stoltezza”. Esaminiamo dunque il nostro cuore, i pensieri, i sentimenti, i propositi, che ci portano a scelte che ostacolano il bene che potremmo fare e rafforzano il male. Pensate quanto tempo dedichiamo alla cura del nostro benessere e del corpo, e quanto poco alla cura del cuore e dello spirito, attraverso la riflessione, la lettura, la preghiera, il dialogo con gli altri, le relazioni.

   La parola di Dio ci invita a curare il nostro cuore, perché da esso escano sentimenti e pensieri saggi, e soprattutto scelte umane che ci portino al rispetto della natura e di chi ci sta vicino. C’è un’ecologia umana da far emergere nelle scelte di ogni giorno, nel nostro parlare, nel nostro fare, nel nostro agire. Quanto una parola buona, un gesto d’attenzione, un saluto cortese possono rendere migliore l’ambiente umano in cui viviamo! Quanto i nostri gesti potrebbero aiutare uno sviluppo sostenibile del creato! L’apostolo Giacomo ci invita ad accogliere la Parola di Dio e a metterla in pratica. Essa sarà fonte di saggezza e di umanità. Ci salverà dall’abitudine a risposte istintive o rabbiose, che non aiutano a proteggere l’ambiente umano e naturale in cui viviamo. La diversità è una caratteristica del creato. E’ la diversità degli esseri viventi, dalle piante alle risorse del sottosuolo, dagli animali all’essere umano fino all’universo intero. Il libro della Genesi parla del creato come di un’armonia della diversità, che va rispettata e di cui l’uomo non è il padrone, ma il custode. Esiste una stretta connessione tra custodire il fratello, cioè l’altro, e custodire il creato. I primi capitoli della Genesi ci mostrano che l’uomo non seppe custodire il fratello prendendosi cura di lui: l’omicidio di Abele da parte di Caino fu anche provocato dal rifiuto della diversità e della debolezza. Quest’atto, pieno di violenza, ebbe come conseguenza lo sconvolgimento del creato, come si legge nel racconto del diluvio. Donne e uomini che non coltivano il proprio cuore, lasciando crescere rabbia e semi di violenza, conducono non all’armonia, ma all’egemonia e al possesso, all’inimicizia, a un mondo pieno di rancori, che escludono i poveri e provocano disordine nel creato.

   Il Signore non ci lascia senza risposta, non ci abbandona al pessimismo né accetta l’indifferenza e la paura che fanno chiudere in se stessi. Nella Parola di Dio troviamo un invito a coltivare il cuore: come discepoli di Gesù possiamo comunicare parole e gesti di speranza, che aiutino a vivere in maniera fraterna e gioiosa, a prenderci cura gli uni degli altri e della terra dove viviamo, perché crescano rispetto e si affermi l’armonia del vivere insieme tra diversi. Il creato ha bisogno di noi tutti, delle nostre scelte buone e rispettose perché ci sia un cambiamento in bene. Il Signore ci è vicino e, come ai tempi di Noè, ci offre un’alleanza di pace perché prendiamo coraggio e condividiamo la responsabilità di una vita fraterna dove nella diversità si possa vivere insieme nella solidarietà e nell’amore e dove il creato trovi in ciascuno di noi degli alleati per la sua protezione.

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