Il Vescovo Mons. Salvatore Boccaccio nell'anniversario delle "Torri Gemelle"

Alimentare la Speranza in un tempo di tragedie
 

 Riportiamo ampi stralci del messaggio che il vescovo mons. Boccaccio ha preparato per la cerimonia di commemorazione delle vittime dell' 11 settembre 2001, svoltasi a Frosinone (per ricordare in particolare i Vigili del Fuoco morti in quell'occasione).

 

"Nel Vangelo si narra che dopo la tragedia della morte in croce di Gesù, i discepoli, in fuga, disperati e senza più alcun tipo di futuro, si ripetevano afflitti: ‘Noi speravamo in Lui, ma ora non c'è più nulla da fare, il Maestro è morto'. Anche noi, sgomenti dopo i gravissimi fatti dell'11 settembre 2001, dopo l'eccidio di Nassyria, dopo le recenti atrocità sui bimbi della scuola russa, dopo le efferatezze sui bimbi in casa nostra... non ce la facciamo più e, quasi, non abbiamo più speranza.

E' vero che fino a qualche anno fa, fino a quell'Undici Settembre, eravamo convinti di essere davvero incamminati verso un mondo di pace, di solidarietà tra i popoli ... ma ora tutto è finito: con le Torri gemelle abbattute è iniziato il lento logorio della nostra speranza, siamo anche noi morti con loro ... Qualche anno  prima avevamo detto con tanta sicurezza ‘Mai più Auschwitz'; avevamo inneggiato al nuovo corso dopo il 1989 ... ma ora siamo morti. Ritorna drammatico il grido dell'Uomo Ferito: ‘dov'è Dio?'. Oggi registriamo una paurosa escalation di violenza e ci domandiamo se c'è ancora spazio per la speranza.

Signor Prefetto, signor Comandante provinciale dei Vigili del Fuoco, amici tutti carissimi presenti a questo momento solenne della Memoria, quanto detto è il discorso logico, umano di ogni essere ragionevole. Ma io vorrei, con il mio Dio, il Dio di Gesù Cristo, offrirvi un percorso di novità. Gesù, il Maestro, si fa compagno di strada di tutti gli avviliti, gli scoraggiati e anche nostro: Non per rimettere a posto le cose con la bacchetta magica, ma per aprire anche i nostri cuori alla speranza. Gesù è in mezzo a noi e ci spiega le Scritture, ci riscalda il cuore, ci offre nuove prospettive.

Certo, l'11 settembre 2001 resta una data tragicamente reale. Certo, è vero, nulla sarà come prima. Ma in che senso? Nella direzione di un'umanità che cammina finalmente verso la riconciliazione e il rispetto della diversità o verso lo scontro di civiltà, di guerra raffinata?

E'tempo di memoria oggi, la memoria della vittime, ma anche di coloro che hanno perso la vita nella folle azione suicida. (...) Ricordare ... significa fare memoria di tutte le vittime della violenza (insieme ai Vigli del Fuoco di New York voglio ricordare anche quelli che a Cassino, 27 anni fa -tragica concomitanza- hanno perso la vita. Vogliamo ricordare tutti quelli che hanno perso la vita nell'adempimento del loro dovere.

(...) E' doveroso poi anche un tempo per un esame di coscienza. Oltre al terrorismo va condannata ogni ingiustizia, ogni affronto alla dignità umana. Oso affermare che questa inversione di tendenza ci sarà: questa è la mia Speranza nel Dio della vita e nell'Uomo. (...) Impegniamoci tutti nel dialogo e nell'incontro con chi ci è attorno: saranno queste le armi per sconfiggere la violenza!"