Da qualche anno il vescovo ha preso l'abitudine di leggere insieme ai sacerdoti ed ai fedeli nella festa dei santi Patroni la situazione della diocesi cogliendo anche assieme alla verifica l'opportunità di offrire gli orientamenti pastorali per l'anno successivo non solo per la Città di frosinone ma anche per tutta la diocesi.

Quest'anno prendendo spunto dalle due interessantissime letture della Parola di Dio proclamate per la nostra meditazione: la lettera di San Pietro (i Pietro 5, 1-4)) ed il vangelo di Giovanni  ( 21, 15-19).

 

Quest'anno poi coincide anche il mio quinto anno di servizio in questa bella Diocesi di Frosinone-Veroli-Ferentino ed è evidente che una verifica si impone non solo al pastore ed ai suoi sacerdoti ma a tutto il popolo dei fedeli.

E' indubbio che di cammino ne abbiamo fatto ed anche pregevole dai risultati confortevoli anche se faticosi a raggiungersi. Penso alla comunione che si è venuta a realizzare nella fusione delle diocesi storiche e che presiede il lavoro di insieme di tutti gli organismi vitali quali il Centro per la Evangelizzazione, per la Testimonianza della Carità, per la Liturgia ed il cammino di spiritualità.

Penso all'impegno di progettare insieme che il Consiglio Pastorale Diocesano, sebbene con tanta fatica, è riuscito a realizzare grazie però al sotteso lavoro dei Vicari foranei e dei Referenti che hanno saputo preparare il terreno, impegnando gli organismi di partecipazione delle vicarie. In tal modo è stato possibile dare un volto di appartenenza e corresponsabilità che in effetti mancava nella nostra diocesi essendo più facile e governabile il piccolo gruppo della propria parrocchia o della propria associazione.

Penso a come si sono moltiplicati i centri di ascolto per verificare la fede, l'amore a Gesù Cristo ed ai fratelli che in moltissime parrocchie viene fatto con semplicità ed efficacia.

Penso all'intenso lavoro del Centro per la famiglia che, curando la preparazione dei fidanzati al matrimonio, cerca poi anche di accompagnare i giovani sposi nel difficile inizio della vita d'amore. Ed ancora penso ai giovani, meraviglioso dono di Dio che, come Azione Cattolica, come scouts e Guide; come volontari dell'Unitalsi o del Siloe si impegnano per le povertà dei sofferenti. I giovani che verranno a Colonia per la GMG!

 

Mi commuovo nel vedere e constatare l'amore crescente alla Parola di Dio: abbiamo cominciato subito a metterla al centro della nostra vita con le lectio divinee che, proprio qui, abbiamo iniziato quasi come manifesto programmatico del mio ministero tra voi.

Penso allo sforzo che abbiamo fatto, con il sacrificio di tutti, nel purificare le nostre feste parrocchiali, patronali rionali.... seguendo le indicazioni che, come Vescovi della Provincia, abbiamo consegnato per la crescita e la formazione dei fedeli.

 

Penso anche al bel rapporto che si è venuto a costruire tra la nostra Comunità Cristiana e quella Civile, nel comune servizio al bene comune, alla crescita della Persona, per il rispetto della dignità della donna, degli immigrati, dei nomadi, dei piccoli e dei poveri che sono poi tanti! Dobbiamo registrare che le splendide sinergie attivate hanno portato risultati assai grandi, per fortuna nascosti e senza trionfalismi ma concreti e benedetti!

 

Tutto bene dunque? Tutto a posto?

 

Grazie a Dio il positivo che riscontriamo nella nostra pastorale è l' esperienza del grande Amore che Il Padre ci offre nel Figlio suo e in quello di quanti, aderendo a Gesù Cristo, il Signore della vita e della Storia, si spendono generosamente per portare avanti, con umiltà ma efficacemente, il lavoro di ogni giorno nella vigna del Signore come hanno fatto i nostri Santi Patroni. Dalla loro santità e sacrificio è fiorita la Chiesa Santa!

Su questa lettura positiva della vita e della storia, vorrei che prendessimo il largo per il prossimo quinquennio, ben certi che è sempre e comunque il Signore Gesù la guida sicura della Chiesa.

Ho detto una volta che "a monte i rubinetti sono chiusi": ma questo non è pessimismo è invece sprone a trovare nuove vie, nuova evangelizzazione con una creatività ed un ardore nuovo di zecca! E' nella Speranza, il cuore del progetto! Il Progetto è Gesù Cristo!

 

San Pietro con la sua Lettera ai cristiani di ogni tempo, che abbiamo appena ascoltato, ci aiuta a costruire sempre più la comunione tra noi pastori e voi fedeli. Il binomio Pastori e Gregge, dice relazione, anzi dice rapporto privilegiato che è fondato sull'amore al Signore Gesù Cristo! "Mi ami tu? Ti consegno le mie pecorelle." E' l'amore a Gesù che determina la relazione, l'impegno e la cura tra il pastore ed il gregge!

San Pietro ha dovuto fare un lungo cammino per testimoniare con purezza di intenti il suo amore al Maestro e non più a se stesso come era accaduto nella cena: "anche se tutti questi ti tradiranno, io no!" Ora invece, per tre volte, deve riconoscere che solo amando il Maestro e Signore più di se stesso e di ogni altra cosa, solo prendendo Gesù nella propria esistenza quotidiana, può realizzare la sua vocazione di Pastore ed occuparsi del gregge!

Certo il Maestro era esigente, anzi radicale! Seguirlo significava perdersi e non ritrovarsi più...quante volte i discepoli avevano brontolato, criticato, non condiviso appieno l'operato e le scelte del Signore. Quante volte egli stesso ha dovuto ricuperarli... ma sempre con fermezza condita da tanta dolcezza e tanta compassione...

 

Ora Il Signore Risorto ha passato il testimone a Pietro ed ai dodici, collegialmente una cosa sola con lui, Pietro - a sua volta - l'ha trasmesso ai vescovi successori degli Apostoli  A me ed ai miei sacerdoti, una cosa sola nell'unum presbyterium,....ma le difficoltà, la pavidità, i giudizi, le critiche, i borbottii sono rimasti ed il nostro impatto di pastori con voi, pecorelle del Signore, risente di questo antico ed ereditato stridio ... E' normale, perché tale è il cuore dell'uomo. San Pietro però ci mette in guardia: certo oggi -come ieri -per voi fedeli è più facile fare domanda di religione che non di fede; è più spontaneo chiedere feste, processioni, tridui e novene piuttosto che approfondimento della esperienza di fede; costa di meno delegare in bianco a chicchessia l'impegno del battesimo  "lo facciano gli altri" si sente dire...

Il pastore potrebbe anche scoraggiarsi, avvilirsi, perdersi d'animo, seguire l'andazzo e, perso per perso, adeguarsi...Ma san Pietro insiste! La soluzione non è convertire il gregge ma prima il pastore: un pastore santo salva le sue pecorelle.

E' una linea di metodo che ho chiamato "capacità di investimento nella formazione" sarebbe da seguire!

 

La strada della nostra conversione di pastori per voi gregge, si stigmatizza nelle tre monizioni:

non per forza; non per vile interesse; non spadroneggiando... ma per amore!

Cominciando a vivere santamente noi pastori per primi, diventando modello del Gregge possiamo chiedervi di seguirci!

 

Ormisda e Silverio hanno vissuto così l'impegno pastorale, prendendo Gesù nella loro esistenza, spendendo la vita per Lui, per l' unità e la comunione della Chiesa, fino al martirio!!

 

Auguri dunque di saper prendere Gesù nella nostra vita e di non lasciarlo più!

 

+ Salvatore,  vescovo